“Il biancoenero, Associazione per la fotografia” collettiva di fotografia 2015 a Brescia

“Il biancoenero, Associazione per la fotografia”

collettiva di fotografia 2015 a Brescia

Marco Febbrari

Marco Febbrari

Un’ interessante mostra collettiva di fotografia è stata inaugurata alla Sala dei Santi Filippo e Giacomo a Brescia da parte degli aderenti a “Il biancoenero, Associazione per la fotografia”.

Alla mostra partecipano: Tiziana Arici, Donata Bini, Fabio Cattabiani, Arturo Crescini, Vincenzo Cottinelli, Marco Febbrari, Gino Ferri, Eros Fiammetti, Michele Gusmeri, Benedetto Macca, Michele Mottinelli, Domenico Parigi, Giovanna Pedroni, Rosetta Zampedrini.

Le opere esposte sono scatti molto diversi degli Autori, a seconda della sensibilità dei loro sguardi, sollecitati dalla varia poetica e umanità.

In tutti i casi il linguaggio iconografico è unito dall’osservazione sulla contemporaneità – momenti della vita quotidiana, suggestioni culturali, notazioni di viaggio, rilievi sociologici o ricordi – che in un istante blocca le percezioni nel tempo e nello spazio fotografico.

Ad Arturo Crescini, socio fondatore, scomparso, è dedicato un piccolo omaggio con la scelta di opere pregnanti, come la Partita di pallone dei pretini che hanno appeso tre cappelli sulla rete, gli Amici al bar o anche la Facciata sgretolata di un palazzo e un camion in cui la cognizione dello sguardo e la riflessione iconografica si congiungono restituendoci immagini realistiche e al contempo poetiche.

Sul tema perpetuo della Natura, invece, si sono cimentati B. Macca, M. Gusmeri, G. Pedroni e in diversa misura Tiziana Arici la quale, infatti, in “Particelle di universo”, ha individuato sì dettagli della natura, ma li ha, poi, posto a confronto di particolari umani; analogie, insomma, tra elementi diversi soltanto in apparenza partendo dalla filosofia che apparteniamo allo stessa materia e alla stessa energia.

La natura di Benedetto Macca è incanto di immagini che trascendono le piante dei faggi dei boschi rappresentati. Nello sviluppo magistrale nella camera chiara le sue fotografie, infatti, profonde e al tempo stesso lievi, ci donano emozioni richiamandoci alla mente le raffinate stampe cinesi e quindi ci suggestionano per il loro equilibrio misterioso intrinseco.

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Anche Michele Gusmeri nella ricerca “ Nero su bianco” ha realizzato immagini di alberi spogli nella neve senza compiacimento, ma di massima levità e stupore per cui alla fine i suoi paesaggi sembrano trasformarsi sia in segni dell’esistenza, sia in emblemi di segreta spiritualità che, trascendendo il visibile dei sensi, rimandano ad una certa astrattezza.

Giovanna Pedroni ha fotografato foglie in autunno che emergono da secchi intricati ramoscelli, in un intreccio da cesello, quasi fossero lamelle incise di una litografia per cui la resa sorprendente rimanda ad un altrove profondo.

 Su aspetti sociali e sulla complessità delle nuove comunità contemporanea si sono addentrati rispettivamente: E. Fiammetti, G. Ferri e V. Cottinelli.

Eros Fiammetti ha fotografato i “Sensali”, uomini che la domenica nella piazza e nel corso di Montichiari esercitano un mestiere in via di estinzione, quello della mediazione nella vendita-acquisto di animali. E, allora, ecco equilibrate immagini sociali di uomini d’età col doppiopetto e cappello mentre confabulano in piccoli capannelli e tra i quali una annotazione sul taccuino o una stretta di mano hanno il valore antico della fiducia e della parola data, legittimità oggi quasi del tutto scomparsa.

Gino Ferri, fedele, come lui stesso ha dichiarato agli istanti di vita spontanea e al genere di “fotografia di strada”, si è avventurato in un tema vibrante dell’attualità: i “richiedenti asilo”; ha ripreso, infatti, giovani del Senegal e del Mali, all’interno degli appartamenti loro assegnati, mentre, tra pentole e cucina, studiano l’italiano in un’atmosfera pacata e di fiducia coi loro sorrisi.

Vincenzo_CottinelliL’ obiettivo di Vincenzo Cottinelli si è focalizzato su vivaci e spiritosi ragazzi marocchini per i quali l’integrazione e la lingua italiana sono un dato di fatto, a riprova che a scuola, vanno anche di domenica, per apprendere la loro lingua originaria così che potranno comunicare in arabo coi parenti rimasti in patria. Si tratta, pertanto, di fotografia legata a temi civili forti che vengono affrontati con diversa eleganza e sincera comune compartecipazione dagli Autori.

Domenico_Parigi

Domenico_Parigi

In un genere totalmente diverso, Domenico Parigi, in “Identità riflesse”, ha composto nuovi ritratti da effigi preesistenti in un archivio ritrovato. Così, infatti, ha selezionato immagini per lui significative e le ha poi ricomposte giustapponendo i volti. Quando questo tipo di operazione è avvenuta tra uomo-donna ne è derivata una combinazione curiosa, nuova e coinvolgente.

Donata Bini, M. Mottinelli e F. Cattabiani hanno posto, invece, la loro attenzione all’arte e agli artisti. I primi due hano colto intimisticamente l’iter artistico dei rispettivi genitori.

Donata Bini ha fermato l’obiettivo su momenti in cui il padre costruiva, con abilità e raffinatezza, un Presepe. Ha colto così i singoli materiali da costruzione allineati – tetti, piattaforme, fontane di tipo settecentesco – e in via di assemblaggio. Ne è risultato un complesso e magico “Mondo di Mario” il cui ritmo poetico è dato dal contrasto tra vuoto e pieno, tra negativo e positivo in cui s’intravede come il dettaglio del manufatto, assemblato, formerà l’opera compiuta.

Donata Bini

Donata Bini

Anche Michele Mottinelli nella sequenza di immagini di “Setolachina” ha seguito il lavoro del padre Giulio, apprezzato pittore, di cui ha colto le varie fasi di lavoro fermando con le sue immagini dapprima gli strumenti per dipingere: tela, pennelli, colori nella loro collocazione spaziale e poi il più intimo e recondito processo creativo all’interno del quadro mentre prendevano vita, coi tratti di colori, di luce e di sfumature, composizioni poetiche di sogni.

Fabio Cattabiani, infine, ha focalizzato la sua attenzione sull’iter artistico di Franca Ghitti, grande scultrice bresciana, scomparsa, con un “Omaggio” di immagini che riprendono sia l’ imponente scrivania sulla quale Franca iniziava la fase progettuale dei suoi lavori – planimetrie di carte, disegni, annotazioni – sia l’iter fotografico delle installazioni di opere che l’Artista eseguiva con la tecnica modulare in rapporto allo spazio. Ne emergono le formulazioni geometriche di Franca che a quei materiali di scarto conferiva una nuova identità.

Fabio Cattabiani

Fabio Cattabiani

 Narrazione per immagini, infine, sono i Viaggi di R. Zampedrini e di Marco Febbrari, che rappresentano la loro percezione della vita in movimento.

Rosetta Zampedrini si è divertita a cogliere in un reportage antropologico “Gente di Romania” scoprendo gente semplice della campagna arretrata, che le hanno rammentato il livello di sviluppo italiano degli anni Cinquanta, e cittadini, ossessionati dalla pubblicità globalizzata di Hot Dog’s et similia; due realtà condivise emotivamente dall’Autrice.

Le immagini di Marco Febbrari, scattate in Spagna, non hanno una progettualità preordinata, ma colgono l’attimo in cui i rapporti tra i luoghi e le persone, che sembrano impenetrabili e sfuggenti, formano sia la morfologia di uno spazio sia la fugacità di chi l’attraversa. Nella relazione tra l’ individuo, mai ripreso frontalmente, e lo spazio egli afferra analogie e corrispondenze che s’intersecano. Usando un linguaggio straordinario, Marco evidenzia, inoltre, le sue capacità di ottenere un’immagine che attende soltanto di essere rappresentata prima di mutare, dissolvendosi. Quando le figure umane e lo spazio circostante si mostrano piene di luce, ecco che egli ferma per noi il tempo e lo trasforma in un altro sguardo.

La rassegna raccoglie, pertanto, immagini variegate e libere dei Fotografi dell’Associazione che con le loro varie energie hanno dato luogo ad un’iniziativa pregevole dai complessi registri stilistici.

Correda l’esposizione un elegante catalogo. Mostra da non perdere.

Anna Maria Di Paolo

Sala dei Santi Filippo e Giacomo, via delle Battaglie 61, Brescia. Fino all’8 novembre 2015 

“Il biancoenero, Associazione per la fotografia” collettiva di fotografia 2015 a Bresciaultima modifica: 2015-10-29T00:04:33+00:00da annadipaolo
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