PLESSI IN VENICE: PLESSI. LIQUID LIFE alla Ca’ d’Oro LIQUID LIGHT all’Arsenale

 

PLESSI IN VENICE:

PLESSI. LIQUID LIFE alla Ca’ d’Oro

LIQUID LIGHT all’Arsenale

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L’acqua, elemento fondamentale nel percorso artistico e personale di Plessi, metafora di purificazione, vita, morte, rinascita, fondamento di Venezia, è un elemento esistenziale imprenscindibile della condizione umana, ma anche poetico e suggestivo, basti ricordare che il pensiero cosmologico greco e già il filosofo Eraclito aveva espresso il valore spirituale dell’acqua, paragonandolo all’ anima.


E quale città più di Venezia è emblema fisico e spirituale dell’acqua? Fabrizio Plessi da decenni dedica a Venezia le sue opere, ispirate proprio alla sua bellezza, concretezza e, al contempo, evanescenza.

Plessi che ha partecipato a ben 14 edizioni della Biennale di Venezia, ha sempre incentrato, dunque, la sua ricerca artistica sugli elemeti naturali sull’acqua e in primis sull’acqua. Memorabile

l’omaggio dell’Artista alla città con l’opera Waterfire della Biennale Arti Visive 1999; un’installazione fra le più grandi viste in Italia che prendeva tutte le finestre dell’Ala Napoleonica del Museo Correr su Piazza San Marco, dove display a led, proiettavano di continuo la trasformazione de l’acqua in fuoco e del fuoco in acqua, con un effetto di grande suggestione e coinvolgimento emotivo. Il progetto di questa edizione 2015, PLESSI IN VENICE, è interamente dedicato all’acqua e si compone di due mostre distinte, entrambi a cura di Marco Tonelli.
Il primo è PLESSI. LIQUID LIFE. Il flusso della memoria. 1000 progetti – organizzata dal Polo Museale del Veneto in collaborazione con la Fondazione Alberto Peruzzo, con il patrocino di EXPO 2015 e del Padiglione Italia EXPO 2015 – alla Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro, sul Canal Grande, una videoinstallazione in cui tavoli – schermi, rimandano le immagini di un “flusso elettronico” di acqua, metafora del flusso dei pensieri e della creatività.
L’altro evento, organizzato dalla Fondazione Alberto Peruzzo, col patrocinio del Consiglio Regionale Veneto e di VENICE TO EXPO 2015, è alla Tesa 94 all’Arsenale, un’unica grande installazione, dal titolo PLESSI. LIQUID LIGHT, costituita da quattordici barche rovesciate – le llaüt, imbarcazioni tradizionali delle isole Baleari per la pesca a strascico – su una tenue luce azzurra e nell’ambiente un sottofondo sonoro delle onde del mare, installazione omaggio al Mediterraneo.

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Fabrizio Plessi, Reggio Emilia, 1940, ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove ha poi insegnato. Usando il video come strumento artistico, ha tracciato un percorso innovativo che lo ha reso celebre in tutto il mondo. Cofondatore della Kunsthochschule für Medien di Köln ha insegnato Umanizzazione delle Tecnologie e Scenografia Elettronica.

Hartecipato a 14 edizioni della Biennale di Venezia dal 1970 al 2011. Ha realizzato oltre 500 mostre personali, dal Centre Pompidou di Parigi (1982) al Guggenheim di New York (1998), dal Museum of Contemporary Art di San Diego (1998) al Guggenheim di Bilbao (2001) e ha ricevuto vari riconoscimenti e premi. Intellettuali e musicisti come Robert Wilson, Philip Glass e Michael Nyman hanno lavorato con lui. Indimenticabili le sue scenografie elettroniche per il concerto di Luciano Pavarotti al Central Park di New York nel 1993. Monumenta ad Agrigento è la sua ultima grandiosa installazione realizzata all’interno della Valle dei Templi.

Anna Maria Di Paolo

– PLESSI. LIQUID LIFE. Il flusso della memoria. 1000 progetti
Venezia, Galleria Giorgio Franchetti alla Ca’ d’Oro (Cannaregio, 3932)
Fino al 22 novembre 2015. Orari: lunedì: 8.15 – 14.00 | martedì – domenica: 8.15 – 19.15
Ingresso: Intero 10,00 euro; ridotto 7,00 euro

– Venezia, Tesa 94 di San Cristoforo (Arsenale)
Orari: dalle 11.00 alle 19.00 tutti i giorni
Ingresso: Intero 6,50 euro; ridotto 5,00 euro

Info
www.cadoro.org
www.fondazionealbertoperuzzo.it

Ufficio stampa mostra, CLP Relazioni Pubbliche

francesco.sala@clponline.it; anna.defrancesco@clponline.it
www.clponline.it

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My East is Your West, Evento collaterale, la Biennale di Venezia 2015

 

Evento collaterale alla 56. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia

My East is Your West

Rashid Rana I do not always feel immaterial 2015 video installazione interattiva ©Mark Blower

Rashid Rana I do not always feel immaterial 2015 video installazione interattiva ©Mark Blower

 Shilpa Gupta, Mumbai – India e Rashid Rana, Lahore – Pakistan, sono i protagonisti di una mostra, sintesi dell’espressività, della cultura e della società sud orientale che ha coinvolto per la prima volta India e Pakistan alla Biennale, attraverso una cartografia culturale comune ridisegnata dai due artisti.

Le video-installazioni interattive, video, disegni, installazioni, opere digitali, fotografie e performance si espandono nelle sale di Palazzo Benzon.

RASHID RANA con “Transpositions” (2013-2015) propone un set immersivo, e con l’opera “War Within II” istituisce, con una poetica del pixel, una dialettica tra micro e macro, tra particolare e tutto.

Il riferimento all’opera neoclassica di David “Il giuramento degli Orazi” (1784), sulla fratellanza rotta con il sangue, viene presa da Rana metafora fotografica della frattura fra India e Pakistan, avvenuta con la secessione del ’47 e con la nascita dello stato indipendente del Bangladesh nel ’71, che prima di allora era il Pakistan orientale.

Nella sala successiva una video installazione interattiva approfondisce il tema del doppio e di percezione personale e collettiva, costante della poetica di Rana, che crea anche una situazione di specularità architettonica tra Lahore e la sala di Palazzo Benzon con una performance “continua” di persone riprese nei due luoghi opposti.

Tra altri interventi, originale la riproduzione su due grandi schermi del quadro di Caravaggio “Giuditta e Oloferne” (1599) attraverso piccoli video, che simboleggiano i pixel.

Shilpa Gupta serie Untitled 2014-15 performance continuativa ©Mark Blower

Shilpa Gupta serie Untitled 2014-15 performance continuativa ©Mark Blower

SHILPA GUPTA ha realizzato una serie di opere, Untitled, dal 2011 al 2015 sulle migrazioni nel ’71, con la costituzione del Bangladesh, di migliaia di persone nel confine tra Bangladesh e India, verso il Bengala e Calcutta, frenate dal governo indiano da una barriera di 40 km, che l’artista rappresenta in un dipinto, assieme a numerosi simboli quali

un sari bianco, un colletto di una divisa e perfino elementi ambientali caratteristici del luogo: la nebbia racchiusa in una teca, le fotografie del terreno paludoso o verdeggiante del Bangladesh e tutta un’altra serie di simbologie distintive quali: foto segnaletiche , confini tracciati, un grande faro, e così via.

C’è perfino un video dal titolo “Will it be alright if we win?” su una partita di calcio tra militari addetti alla sorveglianza della barriera e gli uomini che vivono nelle adiacenze, uniti in momenti ricreativi.

L’ultima stanza rimanda alla tradizione della tessitura del cotone di Phulia, con una lunga striscia di tessuto appoggiata su un tavolo dove il performer segna le linee del confine.

 Shilpa Gupta (1976) vive e lavora a Mumbai, in India, dove dal 1992 al 1997 ha studiato scultura . Le sue opere utilizzano video interattivi, siti web, oggetti, fotografie, suoni e performance per indagare tematiche quali il desiderio, la religione, il concetto di sicurezza e di confine.

Mostre personali dell’artista si sono svolte in Asia, Europa e Stati Uniti.

Rashid Rana (1968) è nato a Lahore, in Pakistan, dove vive e lavora. Ha studiato pittura al National College of Arts di Lahore e al Massachussets College of Fine Arts di Boston. E’ fondatore di facoltà e preside del dipartimento di Fine Art presso la Beaconhouse National University di Lahore. Ha tenuto varie personali in India e in Occidente e ha partecipato, tra altro, alla Biennale di Kiev e alla Biennale di Singapore.

Anna Maria Di Paolo

My East is your West, Palazzo Benzon, Calle Benzon, San Marco 3927, Canal Grande – Venezia

Ideazione e curatela: Feroze Gujral, Fondatore/Direttore Gujral Foundation

Collaborazione per la curatela e eventi collaterali: Natasha Ginwala e Martina Mazzotta

Partner in Italia: Fondazione Mazzotta

Fino al 1 Ottobre 2015. Orari: martedì – domenica, dalle ore 10 alle 18

Ingresso: libero

Come arrivare: Vaporetto fermata S. Angelo

 Ufficio stampa

info@irmabianchi.it ;

www.irmabianchi.it

 

 

 

 

 

 

 

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Tsang Kin-Wah The Infinite Nothing Hong Kong a Venezia 2015

 

Tsang Kin-Wah

The Infinite Nothing

Hong Kong a Venezia

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Evento collaterale alla Biennale 2015.

The Infinite Nothing, attraverso quattro video proiezioni indipendenti pervasivi in tutto l’ambiente, forma la storia di un viaggio di formazione alla scoperta e ricerca di sé tra cultura filosofica e popolare.

Si tratta della personale dell’artista Tsang Kin-Wah alla 56. Esposizione Internazionale d’Arte alla Biennale di Venezia

che ripercorre il suo viaggio iniziatico dall’educazione religiosa dell’adolescenza alla messa in discussione dei valori religiosi alla luce della filosofia esistenzialista di Friedrich Nietzsche: sul concetto della morte di Dio e sullo spazio vuoto attorno a noi.

Le proiezioni sono coinvolgenti e abbastanza stranianti fino alla fine quando si ritorna all’inizio, in una specie di hortus conclusus dell’esistenza.

La particolarità dell’opera fa immediatamente pensare a concezioni globali sull’esistenza dalla fragilità dell’assoluto all’instabilità delle cose e quindi all’incertezza della vita che rimanda al concetto dell’impermanenza tipicamente buddista; quindi il movimento concettuale parte dalla cultura occidentale verso quella orientale e non viceversa, come ci si aspetterebbe.

 I lavori sono sviluppati con il supporto di M+ e lo Hong Kong Arts Development Council, ente statale creato che sostiene lo sviluppo di tutte le arti.

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 Tsang Kin-Wahm, classe 1976, nato in Cina, vive e lavora a Hong Kong. Ha studiato belle arti alla Chinese University di Hong Kong e arte del libro al Camberwell College of Arts di Londra. Numerose le mostre di Tsang nel mondo, personali a Hong Kong, Tokyo e Parigi e mostre collettive tra cui quelle alla settima Biennale di Scultura di Shenzen, al Samsung Museum of Art di Seoul, alla 17esima Biennale di Sydney, 2010, alla Triennale di Nagoya, 2010, e al Kiasma Museum of Contemporary Art di Helsinki, 2008 e alla mostra di artisti nel nuovo museo per la cultura visiva di Hong Kong di M+, Mobile M+: Yau Ma Tei, nel 2012. Le sue opere si trovano in diverse importanti collezioni pubbliche e private tra cui le collezioni Burger e Sigg in Svizzera, il Mori Art Museum di Tokyo e Hong Kong Museum of Art.

Curatori : Doryun Chong e Stella Fong; Curatore aggiunto: Lars Nittve.

Anna Maria Di Paolo

The Infinite Nothing alla 56. Esposizione Internazionale d’Arte,

Campo della Tana, Castello 2126-30122 Venezia

(Di fronte all’entrata principale dell’Arsenale), fino al 22 Novembre 2015

Orario: 10.00 – 18.00 (10.00 – 20.00 il Venerdì e Sabato dal 9 Maggio al 26 Settembre 2015)

Chiuso il lunedì (eccetto 1 Giugno e 16 Novembre 2015)

Ufficio organizzativo: www.hkadc.org.hk ; www.westkowloon.hk

E-mail: Damian Chandler <DChandler@brunswickgroup.com>

Twitter (@WKCDA)

 

 

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Biennale d’Arte di Venezia 2015 Leone d’oro all’Armenia e all’artista Adrian Piper

Biennale d’Arte di Venezia 2015

Leone d’oro all’Armenia e all’artista Adrian Piper

Hrair-Sarkissian-Unexposed-2012-Courtesy-Kalfayan-Galleries-AthensThessaloniki

Hrair-Sarkissian-Unexposed-2012-Courtesy-Kalfayan-Galleries-AthensThessaloniki

 

All the World’s Futures, tutti i futuri del mondo alla 56ma Biennale Arte di Venezia è ufficialmente aperta al pubblico.

Baratta ha ricordato che «la Biennale è il luogo in cui si è testimoni del mondo dell’arte. Vogliamo celebrare, con spirito di ricerca, il mondo degli artisti».

Okwui Enwezor, curatore ha ringraziato la Fondazione Biennale per l’opportunità offerta agli artisti in ogni società.

La cerimonia è proseguita con la consegna dei premi della 56/A mostra: Leone d’oro per la migliore partecipazione nazionale alla Repubblica dell’Armenia col padiglione ospitato sull’isola di S. Lazzaro degli Armeni, a cura di Adelina von Fürstenberg,

: “Per aver creato un padiglione basato su un popolo in diaspora dove ogni artista si confronta non solo con la sua località specifica, ma anche con il suo retaggio culturale. Il padiglione prende la forma di un palinsesto, con elementi contemporanei inseriti in un sito del patrimonio storico. Nell’anno che segna un’importante pietra miliare per il popolo armeno, questo padiglione rappresenta la tenacia della confluenza e degli scambi transculturali”.

Adrian Piper

Adrian Piper

Leone d’oro per il miglior artista della mostra ad Adrian Piper, Usa, artista concettuale americana, che ha esposto nel Padiglione centrale ai Giardini con la motivazione: “Artista d’avanguardia Piper ha rinnovato la pratica concettuale inserendovi la soggettività personale – del suo essere, del suo pubblico e delle platee in generale. Le sue presentazioni invitano a impegnarsi in una pratica permanente di responsabilità personale e richiamano l’attenzione al carattere effimero e fugace dei sistemi di valori”.

Leone d’argento per un promettente giovane artista della mostra a Im Hueng-Soon, Corea del Sud, “per un’emozionante installazione video che sonda la natura della precarietà in relazione alle condizioni del lavoro femminile in Asia. Factory Complex prende la forma di un documentario ma attraverso un incontro diretto e lievemente mediato con i suoi soggetti e le loro condizioni di lavoro”.

La giuria, composta da Naomi Beckwith, USA, Sabine Breitwieser, Austria, Mario Codognato, Italia, Ranjit Hoskote, India e Yongwoo Lee, Corea del Sud, ha inoltre deciso di assegnare tre menzioni speciali a:

Tre le mozioni speciali: ad Harun Farocki, definito “una figura fondamentale nel cinema del dopoguerra. Questa presentazione rende la sua autorevolissima opera omnia accessibile a un pubblico più ampio”; al collettivo Abounaddara “per il suo straordinario coraggio nel documentare il conflitto politico e la lotta per la sopravvivenza umana nella Siria di oggi, senza schierarsi” e Massinissa Selmani, Algeria “per il suo lavoro realizzato attraverso un medium modesto ma capace di incidere oltre la sua dimensione”.

La giuria infine ha voluto premiare il padiglione degli Stati Uniti d’America per la presentazione di Joan Jonas, “un’artista importante per la sua opera e per la sua

influenza”.1174565265-leonedoro

Sono stati inoltre consegnati il Leone d’oro alla carriera a El Anatsui, Ghana, e un Leone d’oro speciale a Susanne Ghez, USA.

 

A.M.D.P.

 

www.labiennale.org

 http://www.labiennale.org/it/arte/biglietteria/index.html

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IL GIORNALE DELL’ARTE ALLA BIENNALE D’ARTE 2015

IL GIORNALE DELL’ARTE ALLA BIENNALE D’ARTE 2015

copgda353600pix “Il Giornale dell’Arte” presente, come sempre alla Biennale di Venezia, oltre alla copia cartacea presso il suo desk al Bar Paradiso, all’ingresso dei Giardini della Biennale, consente di scaricare 

Vedere a Venezia http://www.ilgiornaledellarte.com e

Guida alla Biennale”http://www.ilgiornaledellarte.com/

informazioni a tutto tondo su quanto accade nel mondo dell’arte internazionale.

Questo mese, inoltre, alla rivista è allegato anche il supplemento di 24 pagine, “Vedere a Milano”  con le descrizioni di  tutta l’arte da vedere all’Expo, a Milano e in Lombardia.

Strumento orientativo utilissimo per ogni genere di visitatore.

 

logo_biennale

IL GIORNALE DELL’ARTE

SOCIETÀ EDITRICE ALLEMANDI & C.

Piazza Emanuele Filiberto 13 Torino 10122 Italia

 

e-mail: allemandi.press@allemandi.com

www.ilgiornaledellarte.com

www.allemandi.com

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Biennale Arte di Venezia 2015. A Susanne Ghez Leone d’Oro Speciale per l’attività svolta a favore delle Arti

la Biennale di Venezia 56. Esposizione Internazionale d’Arte All the World’s Futures

A Susanne Ghez Leone d’Oro Speciale per l’attività svolta a favore delle Arti

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Quest’anno è stato attribuito a Susanne Ghez un Leone d’Oro Speciale per l’attività svolta a favore delle Arti.

 La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, sempre su proposta del Curatore della 56. Esposizione Internazionale d’Arte Okwui Enwezor, con le seguenti motivazioni:

Susanne Ghez (USA) è certamente una delle figure più autorevoli nell’ambito dell’arte contemporanea internazionale. Rinomata per la sua capacità analitica, convinta dell’importanza della sperimentazione e delle pratiche innovative, negli ultimi quarant’anni Ghez ha svolto un ruolo di avanguardia in questo campo, scoprendo e organizzando le prime mostre personali in un museo di giovani artisti quali Jeff Wall, Mike Kelley, Isa Genzken, Thomas Struth e Kara Walker. Discreta e disponibile, Susanne Ghez ha la fama di direttrice e curatrice per artisti, grazie al suo costante impegno come sostenitrice, mentore e promotrice dell’arte in tutto il mondo.

Oggi settantenne, nel corso della sua prestigiosa carriera Ghez è sempre stata schiva, rifuggendo l’ostentazione e l’auto-promozione. Era sua convinzione che si dovesse valorizzare l’artista e non il curatore, e in questo senso ha svolto un ruolo di punta nel trasmettere al pubblico e a numerosi giovani curatori l’importanza di credere e di dedicarsi fino in fondo alla visione dell’artista. Dal 1974 fino alla sua uscita da Renaissance Society nel 2013, Susanne Ghez ha curato più di 160 mostre e ha promosso innumerevoli programmi artistici e formativi che a oggi costituiscono il suo lascito più importante. Attraverso il suo lavoro, ha trasformato Renaissance Society – la più antica istituzione degli Stati Uniti dedicata all’arte contemporanea – situata presso l’Università di Chicago, in uno spazio espositivo di respiro internazionale e in uno dei più ambiziosi e originali musei di arte contemporanea negli Stati Uniti. Ghez si è formata al Bryant College, all’University of California Berkeley, alla Columbia University a New York, e ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per il suo contributo all’arte contemporanea. Nel 2014 Ghez ha vinto la prestigiosa Benton Medal for Distinguished Public Service dell’Università di Chicago, attribuita a chi ha contribuito in modo autorevole e sistematico a formare gli intelletti e a diffondere la conoscenza. Proposto dai membri del corpo accademico dell’Università di Chicago e votato dal Consiglio del Senato Accademico, il Benton Medal è stato attribuito in passato allo storico Timuel Black e al Senatore Paul Simon. Ghez è il 12mo vincitore della medaglia, creata nel 1967 in onore del Senatore William H. Benton.”

Il riconoscimento a Susanne Ghez sarà consegnato sabato 9 maggio 2015 a Ca’ Giustinian, sede storica della Biennale di Venezia, nel corso della premiazione e inaugurazione della 56. Esposizione. Si conferma l’apertura al pubblico della 56. Esposizione nello stesso giorno alle ore 10.

Sito web ufficiale della 56. Esposizione: www.labiennale.org Hashtag ufficiale: #biennalearte2015

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Padiglione dell’Olanda. Herman De Vries alla Biennale di Venezia 2015

Herman De Vries

alla Biennale di Venezia 2015

nel Padiglione dell’Olanda

herman de vries, venetian details, 2015

Herman De Vries, classe 1931, rappresenta l’Olanda alla 56a Esposizione Internazionale d’Artem la Biennale di Venezia, proponedo nuove sculture, oggetti, opere su carta e fotografie in To be all ways to be.

Herman de Vries, col sostegno dal Mondriaan Fund, rappresenta un itinerario della natura.

Herman de Vries, pittore, scultore, artista concettuale olandese, dal 1954 lavora a dipinti monocromi, collage, oggetti ottico-cinetici e mobiles. Nel suo progetto per la Biennale, curato da Cees de Boer e Colin Huizing, l’artista ottantenne ha sviluppato un percorso originale, scientifico e, di riflessione.
Nel padiglione disegnato da Rietveld
ai Giardini ci saranno installazioni e interventi pensati per Venezia, ecosistema insulare ancora poco esplorato.

To be all ways to be è un’ esperienza del mondo, per scoprire che noi siamo diventati nel nostro habitat nel rapporto tra natura e cultura, realtà primaria. logo_biennale
Nel concetto che la natura è arte, la mostra dal Padiglione so espande verso l’isola deserta del Lazzaretto Vecchio, dove la natura sovrasta la cultura.

Con la nostra capacità di interagire con la natura, insomma, diventerà il nostro futuro.

A.M.D.P.

Viaggi speciali in barca per il Lazzaretto Vecchio, il 6, 7, 8 e 9 maggio alle ore 11:00, 13:00, 15:00. I biglietti per i viaggi sono disponibili presso il Padiglione olandese.

Partenza sarà dal Ponte dei Giardini. Non è richiesto ticket.

L’accesso alla Biennale di Venezia, Padiglione olandese Accredito http://www.labiennale.org/en/art/press/

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Biennale di Venezia 2015 Nominata la Giuria Internazionale della 56. Esposizione Internazionale

Biennale di Venezia 2015

Nominata la Giuria Internazionale

della 56. Esposizione Internazionale

logo_biennale Nominata, dal Cda della Biennale di Venezia, presieduto da Paolo Barattala, su proposta del Direttore Artistico Okwui Enwezor, la Giuria Internazionale della 56. Biennale d’Arte che risulta composta da:

Naomi Beckwith, USA, Sabine Breitwieser,Austria, Mario Codognato, Italia, Ranjit Hoskote, India, Yongwoo Lee Corea del Sud.

Naomi-Beckwith-442x590Naomi Beckwith è curator al Museum of Contemporary Art a Chicago ed ha esperienza di pratica curatoriale nella quale ha valorizzato artisti emergenti sulla scena internazionale.

PortrŠt Sabine BreitwieserSabine Breitwieser è direttrice del Museum of Modern Art di Salisburgo ed è stata direttrice e capo curatore di Generali Foundation a Vienna. Ha curato varie performance d’arte.

mario-codognato-430x590Mario Codognato è stato curatore capo al MADRE di Napoli, ha svolto attività curatoriale ed editoriale, organizzando importanti mostre e scrivendo monografie di validi artisti.

Ranjit-Hoskote-Portrait-by-Nancy-Adajania-442x590Ranjit Hoskote è critico, autore, poeta e curatore di mostre in Asia e nel mondo.

È anche autore di numerose pubblicazioni.

Yongwoo-Lee-393x590Yongwoo Lee, attivo da trent’anni, ha favorito la cultura visiva che unisce arte, tecnologia e informazione. E’ stato presidente della Gwangju Biennale Foundation.

La Giuria assegnerà i seguenti premi ufficiali:

Leone d’oro per la migliore Partecipazione Nazionale; Leone d’oro per il miglior artista dell’Esposizione Internazionale All the World’s Futures;

Leone d’argento per un promettente giovane artista dell’Esposizione Internazionale All the World’s Futures.

La cerimonia di premiazione si svolgerà sabato 9 maggio 2014 a Ca’ Giustinian, sede storica della Biennale di Venezia dove si confermerà l’apertura al pubblico della Biennale nello stesso giorno alle ore 10.

A.M.D.P.

www.labiennale.org Hashtag ufficiale: #biennalearte2015

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Leone d’Oro alla Carriera della Biennale di Venezia 56. Esposizione Internazionale d’Arte All the World’s Futures a El Anatsui

Leone d’Oro alla Carriera della Biennale di Venezia 56. Esposizione Internazionale d’Arte

All the World’s Futures

a El Anatsui

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All’artista ghanese El Anatsui è stato assegnato il Leone d’Oro alla Carriera della 56. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia.La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Curatore della 56. Esposizione Okwui Enwezor.

El Anatsui ritenuto come il più importante artista africano, ha altresì contribuito alla notorietà di altri artisti africani nel mondo, diffondendo, inoltre

le tradizioni culturali e artistiche dell’Africa in patria, mediante la sua attività di docente per oltre quarant’ anni nella facoltà di belle arti e di arti applicate all’Università della Nigeria, e a livello internazionale identificarsi con le politiche culturali progressiste sostenute dai nazionalisti culturali in Ghana e in Africa durante il periodo dell’indipendenza.

Le sue prime opere sono altorilievi ispirati ai vassoi comuni fei mercati per le merci e in seguito è affascinato da disegni africani occidentale, e da vari tipi di scrittura.Con materiali di riciclo, infine, ha elaborato grandi tendoni colorati presentati anche nel 2007 durante la Biennale di Venezia, nella facciata esterna del Palazzo Fortuny che avvolse con un arazzo luccicante.

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El Anatsui, nato nel 1944, è stato allievo del College of Art e University of Science and Technology di Kumasi, in Ghana. Nel corso di una brillante carriera l’Artista ha affrontato temi sociali, politici e storici, e ha utilizzato innumerevoli materiali e procedimenti diversi. Le sue opere sono state accolte dai più importanti musei internazionali, tra cui il British Museum di Londra, il Centre Pompidou di Parigi, il de Young Museum di San Francisco, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Guggenheim di Abu Dhabi, l’Osaka Foundation of Culture di Osaka, il Museum of Modern Art di New York e molte altre prestigiose istituzioni.

Tra l’altro, per la Triennale di Parigi del 2012 ricoprì l’intera facciata del Palais Galleria, Musée de la Mode de la Ville de Paris con l’opera Broken Bridge. Nel 2013, il Brooklyn Museum di New York, USA, ha esposto la sua mostra itinerante “Gravity and Grace: Monumental Works”.

La Royal Academy of Arts di Londra gli ha conferito il premio Charles Wollaston nel 2013. Nel 2014 è stato insignito dell’Honorary Royal Academician ed eletto all’American Academy of Arts and Sciences.

Il riconoscimento a El Anatsui sarà consegnato sabato 9 maggio 2015 a Ca’ Giustinian, sede storica della Biennale di Venezia, nel corso della premiazione e inaugurazione ufficiale della 56. Esposizione alle ore 10.

Anna Maria Di Paolo

www.labiennale.org

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Biennale 2015. Padiglione Venezia: Guardando avanti. L’evoluzione dell’arte del fare. 9 storie dal Veneto

Biennale. Padiglione Venezia, Guardando avanti. L’evoluzione dell’arte del fare. 9 storie dal Veneto

Guardando avanti. L’evoluzione dell’arte del fare. 9 storie dal Veneto: digitale – non solo digitale

56. Esposizione Internazionale d’Arte.

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Biennale Arte 2015: il Padiglione Venezia torna alle origini, con una mostra sulle Arti Applicate contemporanee curata da Aldo Cibic

Il Padiglione Venezia alla Biennale 2015, basandosi sulla tecnologia e il sapere derivante dall’ esperienzia, dalla manualità e e dalla creatività dà luogo a nuove opportunità di sviluppo. Il tema della rassegna, infatti, si basa sul “rapporto tra tecnologia, creazione, creatività e forme” e alla riflessione, quanto mai attuale, sul contributo creativo offerto dagli strumenti digitali.

Ed è così che Cibic presenterà Nove Storie esemplari di produzione artigianale e industriale del Veneto.

Infatti, i produttori veneti che si sono rivolti a designer internazionali hanno innovato il loro processo produttivo.

Sul settore sicurezza, si fa l’esempio della creazione di un airbag per motociclisti e di una tuta per la missione su Marte.

 Tra i prodotti di alta qualità co sono ancora occhiali di due disigner di Los Angeles con montature di alta tecnologia, così come sperimentazioni si stanno facendo nel settore del Design Editor, nei componenti di impianto di riscaldamento, nella realizzazione di materie plastiche, di prodotti speciali per la moda, insomma, si sono realizzare prodotti d’avanguardia usando tecniche del passato e coniugando social-network e produzione.

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Al progetto veneziano ha dato l’assenza il Victoria & Albert Museum di Londra, che sarà presente a un incontro organizzato a Venezia.

Le 9 storie dal Veneto, illustrate nel percorso di mostra, testimoniano, infine, l’evoluzione dell’arte del fare nel Veneto: La fabbrica lenta, Sicurezza su misura, La sofisticazione del ferro, Produttori in rete per giovani creativi,

 logo_biennaleDa Los Angeles alle Dolomiti, Un design editor e i suoi designer, Cucire un sogno, Ridisegnare il caldo, Maestri della plastica.

La mostra è stata realizzata anche grazie al supporto tecnico diEco Contract + Eco Design, Cleaf SpA, Fondazione Bisazza.

 

Anna Maria Di Paolo

 

Biennale. Padiglione Venezia, Guardando avanti. L’evoluzione dell’arte del fare. 9 storie dal Veneto

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