“Da Donatello a Lippi. Officina pratese” a Palazzo Pretorio di Prato

“Da Donatello a Lippi.

Officina pratese”

a Palazzo Pretoriodi Prato

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Dopo Masaccio, a Firenze, Filippo Lippi fu uno dei pittori più attivi insieme a Beato Angelico e a Domenico Veneziano. Influenzato, come Donatello e Luca della Robbia dalla realtà, ma anche dalla pittura fiamminga, egli trovò uno stile di grande equilibrio nelle figure armoniose e dinamiche su scorci di profondità.

Lippi, nato a Firenze nel 1406, a otto anni entrò nel convento del Carmine dove venne a contatto anche con la pittura di Masaccio che lo ispirò. Iniziò, infatti, a dipingere presto e ad avere committenze importanti a Orvieto, a Firenze e, tra altre, a Prato che ora, dopo sedici anni, riapre il Palazzo Pretorio in cui è riallestito il Museo e la grande mostra “Da Donatello a Lippi. Officina pratese”.

L’esposizione comprende Sette sezioni, dal primo Donatello all’ultimo Filippino Lippi, con sessanta opere da vari musei del mondo.

Fra Filippo Lippi era lento nel consegnare le opere che gli commissionavano, ma aveva bisogno continuo di denaro per una certa vita disordinata e con propensione per le donne, per la qualcosa era ritenuto personaggio discusso anche se come pittore era molto stimato.

La mostra illustra il soggiorno a Prato, 1452-1465, di Lippi, chiamato ad affrescare la cappella centrale del Duomo. Vi predispose una bottega dove chiamò dei collaboratori. Diede, inoltre, avvio ad una relazione con la bella monaca Lucrezia Buti, che, abbandonato il convento, visse con lui in una casa privata e che gli diede due figli, tra cui Filippino, sebbene non la sposò mai. Di Lucrezia fra Filippo ha lasciato immagini intense nelle opere più significative come la Salomè del Duomo e la Santa Margherita della Madonna con la Cintola, immagine simbolo della mostra.

 

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L’esposizione va da un tabernacolo in terracotta raffinatissimo del giovane Donatello, custodito proprio nelle civiche collezioni di Palazzo Pretorio, alle ultime testimonianze dell’arte di Filippino, come una “Deposizione”che risente dell’influsso di Leonardo. Centrali sono le opere di Lippi, come la “Madonna della cintola” e la “Madonna con bambino”, e poi opere di Fra Diamante e il Maestro della Natività di Castello, Maso di Bartolomeo, Zanobi Strozzi, Domenico di Michelino, i monumentali candelabri di Maso di Bartolomeo e le Madonne di Matteo Civitali e Bernardo Rossellino e un Crocifisso di Botticelli, allievo di Filippo e maestro di Filippino.


12_590-490.jpgTappa obbligata della visita è anche il vicino Duomo, dedicato a Santo Stefano, con la lunetta di Luca della Robbia e col
pulpito, realizzato con Michelozzo nel 1428, da Donatello, chiamato a realizzarlo per l’ostensione della sacra cintola, oggetto di venerazione, che 

Rossellino

ancora oggi vi viene esposto cinque volte all’ anno, e che è di fatto un’ opera innovativa che diede avvio al Rinascimento a Prato. All’interno gli affreschi della Cappella dell’Assunta di Paolo Uccello, il grande pulpito del Rossellino e gli affreschi in cui Filippo Lippi raggiunse l’ apice della maturità con prospettive rigorose, e figure di bellezza squisita delineate con raffinatezza di forme e di colori.

Le sue linee morbide e vivaci influenzeranno poi Benozzo Gozzoli, Ghirlandaio e Botticelli.

La mostra, curata da Andrea De Marchi e da Cristina Gnoni, Soprintendenza ai beni artistici di Firenze, Prato e Pistoia, si avvale di opere provenienti da importanti musei stranieri e che, qui riunite eccezionalmente, vale la pena di vedere in una città culturalmente vivace come Prato.

Anna Maria Di Paolo

 

Prato, Museo di Palazzo Pretorio fino al 13 gennaio 2014

Info: www.palazzopretorio.prato.it
Ufficiostampa@comune.prato.it;
www.studioesseci.net
gestione1@studioesseci.net;
www.mondomostre.it
federicamariani@mondomostre.it.

“Da Donatello a Lippi. Officina pratese” a Palazzo Pretorio di Pratoultima modifica: 2013-11-11T14:14:00+01:00da annadipaolo
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