Devalle. 1940-2013”

al Mart di Rovereto

 

Cross Point

Cross Point

Un’ esauriente antologia di settantacinque opere – dipinti, opere di grande formato, ritratti, disegni a colori, collage, fotomontaggi e ambienti – è dedicata a Beppe Devalle dal Mart di Rovereto, primo omaggio dopo la sua recente scomparsa.

La scelta ripercorre l’iter creativo di Devalle, (Torino, 1940 – Milano, 2013) dagli anni Sessanta fino ai suoi ultimi anni di vita durante i quali, nonostante la malattia, egli ha sempre lavorato con intelligenza, tenacia e lungimiranza.

Va riconosciuto, quindi, a Gianfranco Maraniello, da poco nuovo Direttore del Mart, la sagacia di inaugurare, in sale luminose, la stagione autunnale del Museo con la composita opera di Devalle, un protagonista dell’arte italiana, trascurato ingiustamente, per vari anni, dal silenzio della critica. Del resto lui, vivendo appartato rispetto al mercato dell’arte, non la sollecitava più di tanto, avendo però come punto fermo un lavoro infaticabile. Ha creato, infatti, nel frattempo, imponenti opere sulle contraddizioni della società sia nell’ambito della cultura che dell’informazione, sia dello spettacolo che della politica. Emblematica è la sua rielaborazione su tela della foto di Avedon a Marella Caracciolo e al figlio bambino Edoardo Agnelli: ”Happy days” 2004, in cui il distacco tra i due è quasi traumatico e presago.

Jo Devalle

Jo Devalle

La mostra è stata coordinata dalla moglie Maria Teresa e dalla figlia Jolanda Devalle le quali hanno costituito un comitato scientifico composto da studiosi come: Carlo Bertelli, , Barbara Cinelli, Flavio Fergonzi, Daniela Ferrari, Maria Mimita Lamberti, Sandra Pinto, Giovanni Romano, Dario Trento e Alessandro Taiana.

L’esposizione, che ha un andamento cronologico, si espande in nove sezioni prendendo avvio dalle tele “Solo come un cane” 1961 o “Ragazza” del 1962, con ricerca del Postinformale e rimandi surrealisti a Gorky e a Klee, per passare quindi alla tecnica del collage e della Pop di stile formale europeo, sulle orme di Hamilton. Ne sono derivati severi ed eleganti opere con oggetti e frammenti di vita quotidiana, come in “Arco Kodiac” o “Grande tramonto”, 1965.

Già nel 1966 Devalle fu invitato: alla Biennale di Venezia, dove poi tornò nel 1972 e nel 1982 e due volte alla Quadriennale di Roma, 1972 e 1986.

Dopo l’esecuzione di alcuni lavori d’ambiente e di acrilici tridimensionali, egli riprese nel 1970 la tecnica del collage, utilizzando materiali fotografici tratti dalle riviste di moda per la serie dei ritratti di Greta Garbo, Marilyn, Audrey Hepburn a mo’ di sperimentazione linguistica e sfida alla pittura con la quale, tuttavia, si raccordava.

Beppe Devalle, nato a Torino nel 1940, studiò all’Accademia Albertina dove si laureò nel 1963 e dove poi divenne insegnate fino a che si trasferì nel 1976 a Milano. Qui, all’Accademia di Brera ricoprì la cattedra di teoria della percezione e in seguito di pittura dal ’76 al ’97. Avviò, intanto, una ricerca spaziale sulla suggestione delle tre dimensioni come in “ Complesso” o “Prospettiva”, approfondendo, altresì, lo studio della geometria e della fotografia dalla quale trasse spesso ispirazione per rielaborazioni rigorose.

M, Teresa Devalle, S. Pinto, G.F. Maraniello

M, Teresa Devalle, S. Pinto, G.F. Maraniello

 

Dal 1997, per alcuni anni Devalle visse a New York, ma la cultura americana convenzionale – per “.. un’estetica rassicurante”, di buonismo ed “eleganza della forma» – lo deluse; preferì, infatti continuare con la grande pittura sui temi forti della violenza, del dolore, del sacro e soprattutto della morte con una pittura di narrazione figurativa, ironica nella forma e irriverente e dissacratoria nei contenuti sulla realtà contemporanea, più affine alla cultura europea, libera e sferzante.

Nelle grandi tele ha rappresentato, pertanto, una varia umanità, affiancando protagonisti distanti tra loro con una strabiliante visionarietà che annulla lo spazio e il tempo.

Così, intellettuali, artisti e gente di potere, vissuti in epoche e luoghi diversi, sono compresenti, come ad esempio: “In cross point” per cui Virginia Wolf, scrittrice inglese ( + 1941), Sylvia Plath, poetessa statunitense, incinta (+ 1963) e Sara Kane, commediografa inglese( +1999 ) sono insieme sulla grande tela, accomunate dalla stessa scelta: il suicidio, a rifiuto della fama, della ricchezza, della vita.

Anche in “Guardandovi” 2010, Lennon, Marilyn e Chopin coesistono come icone, mentre in “ Last supper” Kate Moss, Warhol e Cattelan, sono accomunati dal vorace mercato dell’arte nel paradosso con la libera creatività. Devalle, infine, nel conflitto col sistema globale dell’arte, avversato con un linguaggio tagliente, satirico e di denuncia, smaschera, in modo livido e ludico, le ipocrisie e i falsi valori di mercato e di potere.

Nella sua poetica, tuttavia, non mancano motivi lirici e di malinconia soprattutto nei ritratti di “Goffredo Parise”, “Leonardo Sciascia”, e tra altri, della figlia “Jo ( Jolanda Devalle)” realizzati nell’ ultimo periodo, 2009-2012 , con l’uso della fusaggine e del pastello, con uno scavo interiore profondo per cui ne risultano vere e proprie immagini psicologiche.

Beppe Devalle (+ Milano, 2013), dunque, conoscitore attento del disegno, della pittura, del linguaggio della pubblicità e dei principi della comunicazione, è stato un interprete attento, intransigente, ma appassionato della realtà contingente, cogliendone le contraddizioni con intelligenza, ironia e umana partecipazione emotiva.

Anna Maria Di Paolo

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Devalle. 1940-2013” Mart, fino al 14 febbraio 2016
Corso Bettini 43, Rovereto (TN); da martedì a domenica 10-18; venerdì 10-21; lunedì chiuso. Ingresso intero €11.00; ridotto €7.00

Info:800 397760; +39 0464 438887; 

info@mart.trento.it;  www.mart.trento.it

ultima modifica: 2015-10-19T17:31:09+02:00da annadipaolo
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